L'ITALIA E LA CITTADINANZA: I DIRITTI
QUALI SONO LE NORME CHE DISCIPLINANO I DIRITTI E I DOVERI DEI CITTADINI?

I diritti e doveri dei cittadini sono contenuti negli articoli della Costituzione compresi tra il 13 e il 54.

I diritti e doveri dei cittadini sono contenuti negli articoli della Costituzione compresi tra il 13 e il 54.
DIRITTI Gli articoli compresi tra l’art. 13 e l’art. 28, dedicati ai rapporti civili, garantiscono alcune libertà che sono alla base di una moderna democrazia e che sono ritenute fondamentali da diversi accordi internazionali a difesa della persona umana. Questi articoli hanno come oggetto la libertà personale (intesa come salvaguardia dall’arbitrio dell’autorità giudiziaria e di polizia), la possibilità di riunirsi e di associarsi con altre persone (per scopi leciti), la libertà di professare la propria fede religiosa, la libertà di manifestare il proprio pensiero tramite i mezzi di comunicazione.
La Costituzione disciplina, negli articoli 29-34, i rapporti etico-sociali, intendendo con questa espressione la tutela della famiglia (intesa come società naturale fondata sul matrimonio), della salute delle persone (tramite la garanzia di cure gratuite) e dell’istruzione (articolata in libertà di insegnamento e diritto allo studio).
Gli articoli 35-47 riguardano i rapporti economici. La maggior parte di questi articoli è dedicata alla tutela del lavoro: essi sanciscono l’equità della retribuzione, l’eguaglianza tra il lavoro degli uomini e delle donne, la tutela del lavoro dei minori, il diritto alla libera associazione sindacale e il diritto allo sciopero. Gli articoli 41-44 stabiliscono alcuni principi fondamentali del nostro sistema economico, tra cui il carattere misto della nostra economia (è ammessa cioè sia la proprietà privata che quella pubblica) e la funzione sociale della proprietà (l’interesse collettivo è anteposto a quello del singolo).
Gli articoli compresi tra il 48 e il 51 sono dedicati ai rapporti politici. Il primo principio stabilito in questi articoli è il diritto di voto, diviso in elettorato attivo, (cioè il diritto di votare per tutti gli uomini e le donne maggiorenni), e l’elettorato passivo, (cioè il diritto di candidarsi alle elezioni per tutti i cittadini che rispondono ai requisiti stabiliti dalla legge). Il secondo diritto politico fondamentale è quello di fondare e iscriversi liberamente a partiti politici, vale a dire associazioni che hanno lo scopo di influire sulle scelte politiche dello Stato.
I DOVERI
I DOVERI
Commenti
L'art. 33 recita, nella prima parte
"L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. (...)"
L'art. 34, invece, dice che:
"La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."
Il secondo articolo ha subito qualche trasformazione nel corso degli anni, in particolare si è allungata l'età dell'obbligo di istruzione, oggi arrivata a 10 anni complessivi (fino ai 16 anni d'età).
Ma interessante è anche l'articolo 26 della Dichiarazione universale dei Diritti umani, che recita:
"1 Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.
2 L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e di rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentale. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutti le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’ opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace."
La scuola, dunque, come promotrice di una cultura della pace, della tolleranza verso le diversità e, soprattutto oggi, dell'accoglienza. Le classi multietniche sono oggi una realtà diffusa: e lì si realizza la vera uguaglianza.